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DESCRIPTION:FANON\n\nIl 18 settembre ci ritroviamo a Bologna per guardare i
	nsieme Fanon\, il film di\nJean-Claude Flamand-Barny dedicato alla vita e 
	al pensiero di Frantz Fanon.\n\nPsichiatra\, filosofo e scrittore\, Fanon 
	arriva nell’Algeria colonizzata dalla\nFrancia e lavora nell’ospedale psic
	hiatrico di Blida.\nTra le sue corsie\, Fanon incontra il colonialismo anc
	he dove si è meno abituatə\na cercarlo: nella sofferenza psichica\, nei ra
	pporti tra le persone\,\nnell’immagine che si ha di sé e dell’altrə.\n\nGu
	ardare Fanon oggi significa anche tornare alle domande che attraversano il
	 suo\npensiero: cosa significa curare dentro un sistema che produce soffer
	enza? Quali\ntracce lascia il colonialismo nelle persone e nelle società? 
	E cosa significa\nliberarsi\, individualmente e collettivamente?\n\nSono d
	omande che oggi\, soprattutto a Bologna\, assumono un peso particolare. A\
	npoche settimane dalla morte di Abderrahim Fakir\, tornare a Fanon signifi
	ca anche\ninterrogarsi sul rapporto tra cura\, violenza e istituzioni\, e 
	su quali corpi\ncontinuino a subirne più di altri le conseguenze.\n\nDopo 
	la proiezione ci sarà un momento di confronto collettivo\, costruito insie
	me\na oltreoceano.eu [http://oltreoceano.eu] \, plat_interventosociale e y
	alla_bo \,\nche vedrà anche la partecipazione di professionistə della salu
	te mentale\, tra\npsicologə e psichiatrə\, per partire dal film\, dalle ri
	flessioni di Fanon e dalle\ndomande che continuano a riguardare anche il n
	ostro presente.
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>FANON<br><br>Il 18 settembre ci ritroviamo 
	a Bologna per guardare insieme Fanon, il film di Jean-Claude Flamand-Barny
	 dedicato alla vita e al pensiero di Frantz Fanon.<br><br>Psichiatra, filo
	sofo e scrittore, Fanon arriva nell’Algeria colonizzata dalla Francia e la
	vora nell’ospedale psichiatrico di Blida.<br>Tra le sue corsie, Fanon inco
	ntra il colonialismo anche dove si è meno abituatə a cercarlo: nella soffe
	renza psichica, nei rapporti tra le persone, nell’immagine che si ha di sé
	 e dell’altrə.<br><br>Guardare Fanon oggi significa anche tornare alle dom
	ande che attraversano il suo pensiero: cosa significa curare dentro un sis
	tema che produce sofferenza? Quali tracce lascia il colonialismo nelle per
	sone e nelle società? E cosa significa liberarsi, individualmente e collet
	tivamente?<br><br>Sono domande che oggi, soprattutto a Bologna, assumono u
	n peso particolare. A poche settimane dalla morte di Abderrahim Fakir, tor
	nare a Fanon significa anche interrogarsi sul rapporto tra cura, violenza 
	e istituzioni, e su quali corpi continuino a subirne più di altri le conse
	guenze.<br><br>Dopo la proiezione ci sarà un momento di confronto colletti
	vo, costruito insieme a <a href="http://oltreoceano.eu" target="_blank">ol
	treoceano.eu</a> , plat_interventosociale e yalla_bo , che vedrà anche la 
	partecipazione di professionistə della salute mentale, tra psicologə e psi
	chiatrə, per partire dal film, dalle riflessioni di Fanon e dalle domande 
	che continuano a riguardare anche il nostro presente.</p>
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