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SUMMARY:Giornata Mondiale de3 Rifugiat3
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DESCRIPTION:In occasione della Giornata Mondiale de3 Rifugiat3 2024 (il 20 
	giugno)\npresenteremo alle Serre due libri particolarmente significativi e
	\nrappresentativi: Mal di Libia. I miei giorni sul fronte del Mediterraneo
	 di\nNancy Porsia (Bompiani\, 2023) e In mezzo c’è the border. Storie al c
	onfine di\nsilvia b (Capovolte\, 2024).\n\nEvento realizzato grazie alla c
	ollaborazione di Kilowatt\, Mediterranea Bologna\,\nBiblioteca Amilcar Cab
	ral\, La confraternita dell’uva - Libreria\nindipendente nell’ambito del P
	atto per la lettura di Bologna.\n\nPROGRAMMA\n\nh 19-20: incontro con Nanc
	y Porsia in occasione della presentazione del suo\nlibro Mal di Libia (Bom
	piani\, 2023). Dialoga con l’autrice Gabriele Montalbano.\n\nh 20\,30- 22:
	 Incontro con silvia b in occasione della presentazione del suo\nlibro In 
	mezzo c’è the border. Storie al confine (Capovolte edizioni\, 2024).\nDial
	ogano con l’autrice Carole Oulato\, Denny K. Kashmir\, Mina Abdel Magid\,\
	nBadawi Abdel Magid.\n\nh 22-23: A seguire djset a cura di Carole (Abidjan
	 Centrale)\n\nIngresso libero.\n\n \n\nMAL DI LIBIA\n\nNancy Porsia arriva
	 per la prima volta a Tripoli il 4 novembre 2011\, due\nsettimane dopo la 
	morte di Muammar Gheddafi\, con la netta sensazione di aver\nmancato un ap
	puntamento con la Storia. Per un anno viaggia tra Nord Africa\,\nEuropa e 
	Medio Oriente alla ricerca di storie da raccontare\, ma poi è a Tripoli\nc
	he ritorna e decide di stabilirsi\, diventando l’unica giornalista italian
	a di\nbase in Libia a scrivere di un paese che\, giorno dopo giorno\, dive
	nterà anche il\nsuo. Da lì racconta i grandi intrecci della politica\, tra
	 colpi di stato e\ninterferenze dei servizi\, gli sviluppi della guerra ci
	vile\, le dinamiche\ncomplesse tra rivoluzionari e nostalgici gheddafiani\
	, e poi la tragedia epocale\ndelle migrazioni: dalle strade di Tripoli all
	e coste di Sabratha\, per anni fa la\nspola tra le case dei trafficanti\, 
	le carceri stracolme di migranti catturati\nnel loro transito verso l’Euro
	pa e le spiagge grondanti cadaveri. In queste\npagine Nancy Porsia ci port
	a a conoscere una terra ostile con i suoi figli ma\ninerme davanti a chi n
	elle sue acque prova a lavare la propria coscienza sporca\;\nci accompagna
	 a scoprire un popolo contraddittorio ma spesso incompreso\, lontano\nda q
	uello di cui danno notizia i media mainstream\, e insieme ci offre uno\nsg
	uardo onesto sulla sua vita: Cosa vuol dire fare la frontline quando si è\
	ndonna e madre? Cosa vuol dire avere un legame indissolubile con una terra
	\npericolosa per la propria sicurezza? E soprattutto\, qual è il costo di 
	una voce\nlibera e indipendente?\n\nNancy Porsia è una giornalista indipen
	dente esperta di Medio Oriente\, Nord\nAfrica e Corno d’Africa. I suoi lav
	ori da Siria\, Libano\, Iraq\, Libia\, Tunisia\,\nEritrea e Etiopia sono s
	tati pubblicati da emittenti e giornali nazionali e\ninternazionali\, tra 
	cui RAI\, Sky\, L’Espresso\, Panorama\, la Repubblica\, Il Fatto\nQuotidia
	no\, ARD\, The Guardian\, el País e Al Jazeera. È autrice dell’inchiesta\n
	sulla collusione tra la guardia costiera libica e i trafficanti di esseri 
	umani\npubblicata nel 2016. Dal 2017 lavora anche come consulente e ricerc
	atrice per\nuniversità e istituti privati. È una delle autrici del libro c
	orale sul\ngiornalismo di guerra al femminile Balas Para Todas (Larrad Edi
	ciones\, 2021).\n\nGabriele Montalbano\, docente a contratto in Storia del
	 Maghreb\, è ricercatore\npresso il Dipartimento Storie\, Culture\, Civilt
	à dell’Università di Bologna. I\nsuoi interessi di ricerca riguardano la s
	toria delle migrazioni e dei\ncolonialismi nel Mediterraneo contemporaneo.
	 Ha pubblicato «Les Italiens de\nTunisie: la construction d’une communauté
	 entre migrations\, colonisations et\ncolonialismes(1896-1918)»\, «École f
	rançaise de Rome»\, 2023.\n\n\n\nIN MEZZO C’È THE BORDER. STORIE DI CONFIN
	E\n\nBisogna avere forza per tentare e ritentare il game\, il passaggio di
	 confine\,\ndopo percorsi di vita\, respingimenti\, torture\, abbandoni\, 
	approdi. Bisogna avere\nfortuna per vincerlo quel «gioco»\, perché la «nos
	tra» non è terra per migranti.\nIn mezzo c’è the border\, non uno\, ma un’
	estenuante serie di confini e\ndiscriminazioni poste come ostacoli alle vi
	te di persone di ogni genere\, età e\nprovenienza. Con uno stile lirico e 
	potente\, che alterna narrazione a linguaggio\npoetico\, e una serie di vi
	vide immagini fotografiche\, l’autrice ci porta nel\nmezzo di alcuni dei l
	uoghi di migrazione più attraversati del nostro tempo:\nprima la rotta bal
	canica\, tra Serbia e Croazia e Serbia e Ungheria\, poi il\nMediterraneo\,
	 sull’isola greca di Lesvos\, con il suo volto di salvezza e al\ntempo ste
	sso di prigione. E infine l’Italia\, in quella Trieste che si affaccia\nsu
	i Balcani\, dove un’umanità solidale si scontra con molteplici forme di\nr
	azzismo quotidiano\, così come succede a Ventimiglia\, a Milano\, a Bologn
	a. Qui\nlo sguardo dell’autrice si sofferma sulla scuola – spazio in cui r
	azzismo e\nclassismo s’intersecano con il sessismo quotidiano – moltiplica
	ndo le\ndiscriminazioni e le sfide per le donne di origine straniera\, e s
	ulle frontiere\ninterne che si continuano a costruire intorno alle persone
	 che arrivano.\nNon solo un reportage\, ma un’opera situata\, che porta al
	l’interno dell’azione e\nfa risuonare le voci di chi è in viaggio nella be
	llezza degli incontri. Un libro\nche dai margini denuncia ingiustizie\, vi
	olenze e contraddizioni\, in una visione\nfemminista e antipatriarcale\, c
	ritica e autocritica verso lo sguardo\neurocentrico e le politiche di escl
	usione europee.\n\n \n\nsilvia b Nata vicino al mare\, si è laureata in le
	ttere con una tesi che esplora\nle visioni politiche e poetiche di Virgini
	a Woolf\, Marina Cevtaeva e Milena\nJesenska.\nFin da giovane ha scritto p
	oesie\, racconti\, sceneggiature e articoli che non ha\npubblicato. Da ann
	i è insegnante di sostegno in scuole professionali. Ha\ninsegnato italiano
	 L2 presso scuole\, associazioni\, occupazioni e collaborato\nall’ideazion
	e di attività e spettacoli teatrali interculturali. Appena può\nviaggia at
	traverso zone di confine per supportare le persone in movimento\,\ndenunci
	are e documentare quanto accade. Non ama le etichette e nutre un odio\nvis
	cerale per le ingiustizie e i confini – formali e di fatto – che continua 
	a\ncercare di contrastare sperimentando nuovi linguaggi\, connessioni\, pa
	ssaggi.
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>In occasione della<strong> Giornata Mondial
	e de3 Rifugiat3 2024</strong> (il 20 giugno) presenteremo alle Serre due l
	ibri particolarmente significativi e rappresentativi: <strong><em>Mal di L
	ibia. I miei giorni sul fronte del Mediterraneo</em></strong>&nbsp;di <str
	ong>Nancy Porsia </strong>(Bompiani, 2023) e <strong><em>In mezzo c’è the 
	border. Storie al confine</em></strong> di <strong>silvia b </strong>(Capo
	volte, 2024).</p><p>Evento realizzato grazie alla collaborazione di <stron
	g>Kilowatt</strong>, <strong>Mediterranea Bologna</strong>, <strong>Biblio
	teca Amilcar Cabral</strong>, <strong>La confraternita dell’uva - Libreria
	 indipendente</strong>&nbsp;nell’ambito del<strong> Patto per la lettura d
	i Bologna</strong>.</p><p><strong>PROGRAMMA</strong></p><p>h 19-20: incont
	ro con <strong>Nancy Porsia </strong>in occasione della presentazione del 
	suo libro <strong><em>Mal di Libia </em></strong>(Bompiani, 2023). Dialoga
	 con l’autrice <strong>Gabriele Montalbano</strong>.</p><p>h 20,30- 22: In
	contro con<strong> silvia b</strong> in occasione della presentazione del 
	suo libro <strong><em>In mezzo c’è the border. Storie al confine</em></str
	ong> (Capovolte edizioni, 2024). Dialogano con l’autrice <strong>Carole Ou
	lato</strong>,<strong> Denny K. Kashmir</strong>, <strong>Mina Abdel</stro
	ng> <strong>Magid</strong>, <strong>Badawi Abdel Magid</strong>.</p><p>h 2
	2-23: A seguire djset a cura di <strong>Carole (Abidjan Centrale)</strong>
	</p><p>Ingresso libero.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>MAL DI LIBIA</strong></
	p><p>Nancy Porsia arriva per la prima volta a Tripoli il 4 novembre 2011, 
	due settimane dopo la morte di Muammar Gheddafi, con la netta sensazione d
	i aver mancato un appuntamento con la Storia. Per un anno viaggia tra Nord
	 Africa, Europa e Medio Oriente alla ricerca di storie da raccontare, ma p
	oi è a Tripoli che ritorna e decide di stabilirsi, diventando l’unica gior
	nalista italiana di base in Libia a scrivere di un paese che, giorno dopo 
	giorno, diventerà anche il suo. Da lì racconta i grandi intrecci della pol
	itica, tra colpi di stato e interferenze dei servizi, gli sviluppi della g
	uerra civile, le dinamiche complesse tra rivoluzionari e nostalgici ghedda
	fiani, e poi la tragedia epocale delle migrazioni: dalle strade di Tripoli
	 alle coste di Sabratha, per anni fa la spola tra le case dei trafficanti,
	 le carceri stracolme di migranti catturati nel loro transito verso l’Euro
	pa e le spiagge grondanti cadaveri. In queste pagine Nancy Porsia ci porta
	 a conoscere una terra ostile con i suoi figli ma inerme davanti a chi nel
	le sue acque prova a lavare la propria coscienza sporca; ci accompagna a s
	coprire un popolo contraddittorio ma spesso incompreso, lontano da quello 
	di cui danno notizia i media mainstream, e insieme ci offre uno sguardo on
	esto sulla sua vita: Cosa vuol dire fare la frontline quando si è donna e 
	madre? Cosa vuol dire avere un legame indissolubile con una terra pericolo
	sa per la propria sicurezza? E soprattutto, qual è il costo di una voce li
	bera e indipendente?</p><p><strong>Nancy Porsia</strong> è una giornalista
	 indipendente esperta di Medio Oriente, Nord Africa e Corno d’Africa. I su
	oi lavori da Siria, Libano, Iraq, Libia, Tunisia, Eritrea e Etiopia sono s
	tati pubblicati da emittenti e giornali nazionali e internazionali, tra cu
	i RAI, Sky, L’Espresso, Panorama, la Repubblica, Il Fatto Quotidiano, ARD,
	 The Guardian, el País e Al Jazeera. È autrice dell’inchiesta sulla collus
	ione tra la guardia costiera libica e i trafficanti di esseri umani pubbli
	cata nel 2016. Dal 2017 lavora anche come consulente e ricercatrice per un
	iversità e istituti privati. È una delle autrici del libro corale sul gior
	nalismo di guerra al femminile Balas Para Todas (Larrad Ediciones, 2021).<
	/p><p><strong>Gabriele Montalbano</strong>, docente a contratto in Storia 
	del Maghreb, è ricercatore presso il Dipartimento Storie, Culture, Civiltà
	 dell’Università di Bologna. I suoi interessi di ricerca riguardano la sto
	ria delle migrazioni e dei colonialismi nel Mediterraneo contemporaneo. Ha
	 pubblicato «Les Italiens de Tunisie: la construction d’une communauté ent
	re migrations, colonisations et colonialismes(1896-1918)», «École français
	e de Rome», 2023.</p><p></p><p><strong>IN MEZZO C’È THE BORDER. STORIE DI 
	CONFINE</strong></p><p>Bisogna avere forza per tentare e ritentare il game
	, il passaggio di confine, dopo percorsi di vita, respingimenti, torture, 
	abbandoni, approdi. Bisogna avere fortuna per vincerlo quel «gioco», perch
	é la «nostra» non è terra per migranti. In mezzo c’è the border, non uno, 
	ma un’estenuante serie di confini e discriminazioni poste come ostacoli al
	le vite di persone di ogni genere, età e provenienza. Con uno stile lirico
	 e potente, che alterna narrazione a linguaggio poetico, e una serie di vi
	vide immagini fotografiche, l’autrice ci porta nel mezzo di alcuni dei luo
	ghi di migrazione più attraversati del nostro tempo: prima la rotta balcan
	ica, tra Serbia e Croazia e Serbia e Ungheria, poi il Mediterraneo, sull’i
	sola greca di Lesvos, con il suo volto di salvezza e al tempo stesso di pr
	igione. E infine l’Italia, in quella Trieste che si affaccia sui Balcani, 
	dove un’umanità solidale si scontra con molteplici forme di razzismo quoti
	diano, così come succede a Ventimiglia, a Milano, a Bologna. Qui lo sguard
	o dell’autrice si sofferma sulla scuola – spazio in cui razzismo e classis
	mo s’intersecano con il sessismo quotidiano – moltiplicando le discriminaz
	ioni e le sfide per le donne di origine straniera, e sulle frontiere inter
	ne che si continuano a costruire intorno alle persone che arrivano.<br>Non
	 solo un reportage, ma un’opera situata, che porta all’interno dell’azione
	 e fa risuonare le voci di chi è in viaggio nella bellezza degli incontri.
	 Un libro che dai margini denuncia ingiustizie, violenze e contraddizioni,
	 in una visione femminista e antipatriarcale, critica e autocritica verso 
	lo sguardo eurocentrico e le politiche di esclusione europee.</p><p>&nbsp;
	</p><p><strong>silvia b</strong> Nata vicino al mare, si è laureata in let
	tere con una tesi che esplora le visioni politiche e poetiche di Virginia 
	Woolf, Marina Cevtaeva e Milena Jesenska.<br>Fin da giovane ha scritto poe
	sie, racconti, sceneggiature e articoli che non ha pubblicato. Da anni è i
	nsegnante di sostegno in scuole professionali. Ha insegnato italiano L2 pr
	esso scuole, associazioni, occupazioni e collaborato all’ideazione di atti
	vità e spettacoli teatrali interculturali. Appena può viaggia attraverso z
	one di confine per supportare le persone in movimento, denunciare e docume
	ntare quanto accade. Non ama le etichette e nutre un odio viscerale per le
	 ingiustizie e i confini – formali e di fatto – che continua a cercare di 
	contrastare sperimentando nuovi linguaggi, connessioni, passaggi.</p>
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