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SUMMARY:Vivere e pensare l’esistenza: un percorso critico tra antropologia\
	, filosofia e letteratura. Con brani di Daniele Giglioli\, Critica della v
	ittima
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DESCRIPTION:La tradizione post-struttualista francese\, e anche la sua rice
	zione degli ultimi\ndecenni\, sembra\, in molti campi\, aver egemonizzato 
	lo spazio del pensiero\ncritico anti-capitalista\, presentandosi addirittu
	ra come la critica. Le\nriflessioni di Foucault\, Deleuze e Guattari e Der
	rida (solo per citare i nomi\npiù co nosciuti) su potere\, istituzioni e c
	ostruzione del sapere sono state\nsicuramente fondamentali. La base comune
	 di questa costellazione stava nell’idea\nche la ‹realtà› sia socialmente 
	costruita e che quindi\, il lavoro critico sia\nquello che mira alla decos
	truzione di ogni struttura e istanza per mostrarne la\nloro relatività. Qu
	esto discorso apriva\, insomma\, nuovi spazi di critica nel\npensiero e an
	che nelle pratiche anti-capitaliste\, per esempio\, nella visibilità\ndi n
	uove soggettività (studi post- e de-coloniali\, studi femministi\, studi d
	i\ngenere). Ad oggi però\, ci sembra\, che una «radicalizzazione» in senso
	\niper-relativista di quelle forme di pensiero stia portando la riflession
	e — e le\npratiche ad essa connesse — ad un vicolo cieco in cui ogni tenta
	tivo di minima\ngeneralizzazione nelle analisi possa essere facilmente tac
	ciato di nascondere\nuna volontà gerarchica frutto di un privilegio (alter
	nativamente bianco\,\nmaschile\, eterosessuale o patriarcale). In questo m
	odo\, tanto in ambito\naccademico come nella galassia dei movimenti\, ques
	ta tradizione sembra essersi\ncristallizzata in atteggiamenti e formule do
	gmatiche che invece di un’apertura\nimplichino una chiusura degli spazi di
	 pensabilità\, critica ed azione\nsull’esistente riducendo tutto ad una se
	rie di paradigmi che riducono la\ncomplessità del sociale ad una serie di 
	binarismi. In dialogo\, ma anche in\nopposizione a questa tendenza crediam
	o che sia necessaria una complementare\ndecostruzione anche di queste idee
	\, formule e sensibilità che non perché si\nmostrano contro-egemoniche\, n
	ecessariamente lo sono. In un mondo in cui molte di\nqueste istanze [nota 
	importante] sembrano essere facilmente ri-assorbibili nel\ndiscorso del ca
	pitale e degli stati\, è necessario domandarsi in maniera meno\nautomatica
	 quali siano le premesse di determinati discorsi\, quali valori\nnascosti 
	esistano e soprattutto quali conseguenze\, anche inaspettate\, possano\nsc
	aturire da questi processi\, al di là delle buone intenzioni. Abbiamo\nind
	ividuato quattro testi che possono essere l’inizio di una riflessione in\n
	questo senso: con Graeber (Frammenti di antropologia anarchica) si può pen
	sare\nun diverso rapporto tra teoria e pratica e osservare come\, senza ri
	nunciare alla\ndensità teorica\, riscoprire l’importanza della concretezza
	\; con il saggio di\nRenaud García (Il deserto della critica)\, entreremo 
	nel vivo di molte delle\nquestioni che ci sembrano più urgenti affrontando
	 una rilettura del pensiero\npost-strutturalista\, osservandone i punti ci
	echi (quello che García chiama\n«soglia critica») e pensando a quali siano
	 le possibili vie d’uscita. Il saggio\ndi Daniele Giglioli (Critica della 
	vittima) approfondirà uno dei temi emersi\nnella riflessione di García: qu
	ali sono le conseguenze individuali e sociali\ndell’ipertrofia del discors
	o vittimistico? Con il libro di Francesco Remotti\n(Per un’antropologia in
	attuale)\, infine\, ci ricollegheremo all’inizio del\npercorso riflettendo
	 su un rapporto diverso che si può stabilire con l’alterità\nsenza cadere 
	nell’immobilismo.\n\n\n\n[nota importante]: la critica non è rivolta ai mo
	vimenti in quanto tali (ad es.\ntransfemministi\, queer etc )\, ma alle de
	rive dogmatiche e alle appropriazioni\nliberali di certi discorsi da parte
	 dall’accademia\, del capitale e delle\nistituzioni\n\n\n\nLe riunioni dei
	 gruppi di lettura si faranno presso il Circolo Berneri\, Piazza\ndi Porta
	 Santo Stefano\, 1 – Bologna.\n\n\n\nAd ogni testo saranno dedicate due gi
	ornate\,così distribuite:\n\nIl 19 e il 26 febbraio\, dalle ore 18\,00\n\n
	con brani di Graeber\, Frammenti di antropologia anarchica\, Elèuthera\, M
	ilano\n2006.\n\nIl 19 e il 26 marzo\, dalle ore 18\,00\n\ncon brani di Ren
	aud García\, Il deserto della critica\, Elèuthera\, Milamo 2016.\n\nIl 30 
	aprile e il 7 maggio\, dalle ore 18\,00\n\ncon brani di Daniele Giglioli\,
	 Critica della vittima\, Nottetempo\, Milano 2024.\n\nIl 21 e il 28 maggio
	\, dalle ore 18\,00\n\ncon brani di Francesco Remotti\, Per un’antropologi
	a inattuale\, Elèuthera\, Milano\n2014.\n\n\n\nTutte le giornate di lettur
	e saranno presentate e coordinate da Edoardo Balletta\ne Luca Salvi.\n\nA 
	cura della Biblioteca Elio Xerri del Circolo Anarchico Camillo Berneri.
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	se, e anche la sua ricezione degli ultimi decenni, sembra, in molti campi,
	 aver egemonizzato lo spazio del pensiero critico anti-capitalista, presen
	tandosi addirittura come la critica. Le riflessioni di Foucault, Deleuze e
	 Guattari e Derrida (solo per citare i nomi più co nosciuti) su potere, is
	tituzioni e costruzione del sapere sono state sicuramente fondamentali. La
	 base comune di questa costellazione stava nell’idea che la ‹realtà› sia s
	ocialmente costruita e che quindi, il lavoro critico sia quello che mira a
	lla decostruzione di ogni struttura e istanza per mostrarne la loro relati
	vità. Questo discorso apriva, insomma, nuovi spazi di critica nel pensiero
	 e anche nelle pratiche anti-capitaliste, per esempio, nella visibilità di
	 nuove soggettività (studi post- e de-coloniali, studi femministi, studi d
	i genere). Ad oggi però, ci sembra, che una «radicalizzazione» in senso ip
	er-relativista di quelle forme di pensiero stia portando la riflessione — 
	e le pratiche ad essa connesse — ad un vicolo cieco in cui ogni tentativo 
	di minima generalizzazione nelle analisi possa essere facilmente tacciato 
	di nascondere una volontà gerarchica frutto di un privilegio (alternativam
	ente bianco, maschile, eterosessuale o patriarcale). In questo modo, tanto
	 in ambito accademico come nella galassia dei movimenti, questa tradizione
	 sembra essersi cristallizzata in atteggiamenti e formule dogmatiche che i
	nvece di un’apertura implichino una chiusura degli spazi di pensabilità, c
	ritica ed azione sull’esistente riducendo tutto ad una serie di paradigmi 
	che riducono la complessità del sociale ad una serie di binarismi. In dial
	ogo, ma anche in opposizione a questa tendenza crediamo che sia necessaria
	 una complementare decostruzione anche di queste idee, formule e sensibili
	tà che non perché si mostrano contro-egemoniche, necessariamente lo sono. 
	In un mondo in cui molte di queste istanze [nota importante] sembrano esse
	re facilmente ri-assorbibili nel discorso del capitale e degli stati, è ne
	cessario domandarsi in maniera meno automatica quali siano le premesse di 
	determinati discorsi, quali valori nascosti esistano e soprattutto quali c
	onseguenze, anche inaspettate, possano scaturire da questi processi, al di
	 là delle buone intenzioni. Abbiamo individuato quattro testi che possono 
	essere l’inizio di una riflessione in questo senso: con Graeber (Frammenti
	 di antropologia anarchica) si può pensare un diverso rapporto tra teoria 
	e pratica e osservare come, senza rinunciare alla densità teorica, riscopr
	ire l’importanza della concretezza; con il saggio di Renaud García (Il des
	erto della critica), entreremo nel vivo di molte delle questioni che ci se
	mbrano più urgenti affrontando una rilettura del pensiero post-strutturali
	sta, osservandone i punti ciechi (quello che García chiama «soglia critica
	») e pensando a quali siano le possibili vie d’uscita. Il saggio di Daniel
	e Giglioli (Critica della vittima) approfondirà uno dei temi emersi nella 
	riflessione di García: quali sono le conseguenze individuali e sociali del
	l’ipertrofia del discorso vittimistico? Con il libro di Francesco Remotti 
	(Per un’antropologia inattuale), infine, ci ricollegheremo all’inizio del 
	percorso riflettendo su un rapporto diverso che si può stabilire con l’alt
	erità senza cadere nell’immobilismo.</em></p><p></p><p>[nota importante]: 
	la critica non è rivolta ai movimenti in quanto tali (ad es. transfemminis
	ti, queer etc ), ma alle derive dogmatiche e alle appropriazioni liberali 
	di certi discorsi da parte dall’accademia, del capitale e delle istituzion
	i</p><p></p><p><em>Le riunioni dei gruppi di lettura&nbsp;si faranno press
	o il Circolo Berneri, Piazza di Porta Santo Stefano, 1 – Bologna.</em></p>
	<p></p><p><em>Ad ogni testo saranno dedicate due giornate,così distribuite
	:</em></p><p><em>Il&nbsp;19&nbsp;e il 26&nbsp;febbraio,&nbsp;dalle&nbsp;or
	e 18,00</em></p><p><em>con&nbsp;brani&nbsp;di&nbsp;</em><strong><em>Graebe
	r,&nbsp;Frammenti di antropologia anarchica</em></strong><em>, Elèuthera, 
	Milano 2006.</em></p><p><em>Il 19&nbsp;e il 26&nbsp;marzo,&nbsp;dalle&nbsp
	;ore 18,00</em></p><p><em>con&nbsp;brani&nbsp;di&nbsp;</em><strong><em>Ren
	aud García,&nbsp;Il deserto della critica</em></strong><em>, Elèuthera,&nb
	sp;Milamo 2016.</em></p><p><em>Il&nbsp;30 aprile&nbsp;e il&nbsp;7 maggio,&
	nbsp;dalle&nbsp;ore 18,00</em></p><p><em>con&nbsp;brani&nbsp;di&nbsp;</em>
	<strong><em>Daniele Giglioli,&nbsp;Critica della vittima</em></strong><em>
	, Nottetempo, Milano 2024.</em></p><p><em>Il&nbsp;21&nbsp;e il 28&nbsp;mag
	gio,&nbsp;dalle&nbsp;ore 18,00</em></p><p><em>con&nbsp;brani&nbsp;di&nbsp;
	</em><strong><em>Francesco Remotti,&nbsp;Per un’antropologia inattuale</em
	></strong><em>, Elèuthera, Milano 2014.</em></p><p></p><p><em>Tutte le gio
	rnate di letture saranno presentate e coordinate da Edoardo Balletta e Luc
	a Salvi.</em></p><p><strong><em>A cura della Biblioteca Elio Xerri del Cir
	colo Anarchico Camillo Berneri.</em></strong></p>
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	gia, filosofia e letteratura. Con brani di Daniele Giglioli, Critica della
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