la Tana della Talpa
Prima di diventare templi del silenzio e del biglietto numerato, le sale cinematografiche erano ambienti ibridi e popolari, spazi attraversati da persone marginali, rumorose, curiose, dove si sperimentavano linguaggi nuovi e si costruivano immaginari collettivi. È a quell’idea di cinema che vogliamo tornare.
La Tana della Talpa non è solo una sala di proiezione, ma un appuntamento settimanale gratuito, aperta i martedi dalle 19:30, in cui il cinema diventa un pretesto per stare insieme.
Questo martedì:
Decoder (1984) – Muscha, Germania Ovest, 87’
FM (FM Einheit) è un tecnico del suono che lavora per H-Burger, una catena di fast food apparentemente innocua. Scopre però che la muzak diffusa nei locali non è un semplice sottofondo: è un segnale che condiziona le persone e le piega ai voleri del potere. Da quel momento diventa un uomo braccato dai servizi segreti, ma può contare sull'aiuto di Christiana (Christiane F.) e, soprattutto, sull'incontro con un vecchio uomo (William S. Burroughs) e con il sacerdote dei pirati della comunicazione (Genesis P-Orridge). Con il loro esempio e la loro complicità, FM riesce a decodificare quei suoni e a creare un'anti-muzak capace di incitare rivolte contro i piani del governo e delle multinazionali.
Muscha, regista e artista legato alla scena punk e alternativa di Amburgo, costruisce un'opera che è insieme fantascienza distopica, thriller paranoico e atto di accusa contro il controllo sociale attraverso il suono. Ispirato agli scritti di William S. Burroughs — che compare in un piccolo ruolo e la cui presenza aleggia su tutta l'operazione — e attraversato dalle apparizioni di figure come Genesis P-Orridge, Decoder è un oggetto di culto che ha anticipato molte delle inquietudini cyberpunk degli anni successivi, con un'estetica a metà tra il neon e il degrado e una colonna sonora che spazia dai Soft Cell all'industrial e accompagna le vicende dei ribelli sonici.