Presidio antirazzista

Presidio antirazzista

Basta criminalizzare i giovani, sono loro il nostro futuro.

Da anni e anor di più con l'ultimo governo siamo abituate ed assuefatte dai discorsi di odio.
Odio contro i poveri, contro gli stranieri, contro le persone omossessuali, insomma odio per tutti tranne per la nostra classe dirigente, che ci tiene in una recessione economica silente.

Attaccare i maranza, per lo più ragazzi delle seconde generazioni delle diaspore è un modo di continuare la linea del razzismo e dell'odio per i diverso.
Anche se non si ammette di essere una persona razzista o fascista, si usano argomenti vicini legati alla remigrazione, oppure si incitano le piazze per dire stop cultura alla maranza.

La "cultura" Maranza è frutto di anni di marginalità a cui sono costretti i nostri adolescenti delle classi meno agiate, le nuove generazioni di italiani e le loro famiglie in diaspora, lontane dai luoghi d'origine obbligate a fare i conti con l'ostilità xenofoba della nostra società solo per poter vivere dignitosamente.

Gil stranieri e le loro famiglie contribuscono al 10% del pil italiano, e sono il 10% della popolazione residente nel nostro territorio.


Attaccare i giovani, e futuri cittadini delle future società è un atto violento, inumano e razzista, fascista.
Pensare che le babygang o i maranza siano un fenomeno prioritario rispetto ad altre urgenze sociali, come 'educazione scolastica, l'incluione sociale, il rispetto del lavoro, il diritto alla salute, o ancora la lotte alle mafie ed ai colletti bianchi, è un atto irresponsabile per il miglioramento delle condizioni di tutti e tutte.

Alla luce di queste azioni intolleranti, non possiamo più ignorare che le istituzioni non pongano al centro delle loro politiche una effettiva cura delle prossime generazioni, con spazi sociali, solidali, ed inclusivi, discriminando i figli e figlie delle diaspore dal mondo già nella scelta e selezione delle scuole superiori, indirizzandoli solo agli istituti tecnici e professionali, è razzismo scolastico, è razzismo istituzionale.

Temere che un figlio o una figlia non possa rientrare a casa la sera per via del dilagare della profilazione razziale ed abusi da parte delle forze dell'ordine è razzismo istituzionale. E' dovere di chiunque abbia una coscienza e valori antifascisti poter determinare un limite al dilagare della approssimazione dei valori legati alla solidarietà, eguaglianza nell'accesso alla formazione, alla vita dignitosa, ed alla autodeterminazione con gli strumenti ed i mezzi giusti. Per questo siamo convinte che i discorsi d'odio non trovano spazio, ne qui ne altrove.

Chiamiamo un presidio, per azione di volantinaggio contro informazione ed interventi pubblici questa sera alle ore 18.30 in piazza Minghetti, per ribadire che Bologna è una città antisessista, antirazzista Antifascista.

Ti aspettiamo, l'antirazzismo riguarda anche te.

in 1 hour
Piazza Minghetti
piazza minghetti
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