Uno sguardo al Cile

Uno sguardo al Cile

𝙐𝙣𝙀 𝙚𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙀 𝙖𝙡 𝘟𝙞𝙡𝙚 𝙥𝙀𝙚𝙩 𝙚𝙚𝙩𝙖𝙡𝙡𝙞𝙙𝙀 𝙚 𝙖 𝙪𝙣 𝙘𝙀𝙣𝙩𝙞𝙣𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙞𝙣 𝙛𝙚𝙧𝙢𝙚𝙣𝙩𝙀

Ne parliamo con:

- 𝗗𝗶𝗲𝗎𝗌 𝗢𝗿𝘁𝗌𝗹𝗮𝗻𝗶 𝗗𝗲𝗹𝗳𝗶𝗻𝗌 ricercatore e attivista cileno-cubano-argentino

- 𝗊𝗮𝗻𝗱𝗿𝗌 𝗠𝗲𝘇𝘇𝗮𝗱𝗿𝗮 docente di Filosofia Politica all’Università di Bologna / collettivo Euronomade

- 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗢𝗿𝘁𝗌𝗹𝗮𝗻𝗶 studentessa e attivista cilena

- 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗮 𝗢𝗿𝘁𝗌𝗹𝗮𝗻𝗶 studentessa e attivista cilena

Ad Ottobre 2019 in Cile Ú esplosa una rivolta sociale che ha catturato l’attenzione internazionale per la forza con cui si Ú manifestata e per le pratiche conflittuali messe in campo contro il governo conservatore dell’allora Presidente Pinera e decenni di neoliberismo sfrenato, con tagli, privatizzazioni e svendita di risorse a danno di moltx e a profitto di pochx.

Le proteste partirono infatti dalla voglia di dire "Basta!" da parte di migliaia di giovani, studentx, precarx, lavoratx, di fronte all' ennesimo provvedimento che andava a colpire le fasce sociali più martoriate da un sistema socio economico escludente. L'aumento del biglietto della metropolitana di Santiago di 30 pesos Ú stata l'ultima goccia di un sistema che ,dopo la sanguinosa dittatura del fascista Pinochet, aveva sperimentato 30 anni di "democrazia"parlamentare, ma dove le diseguaglianze si erano ulteriormente acutizzate.

"No son 30 pesos son 30 anos" lo slogan che più risuonava per le strade del Cile.

Dopo mesi di repressione alle proteste di piazza, assemblee territoriali e mobilitazioni permanenti durante i quali il Cile si Ú letteralmente risvegliato, la pandemia ha rallentato i processi di opposizione sociale che si stavano dando al di fuori dei circuiti istituzionali.

Parallelamente la richiesta di tantx nelle piazze di una nuova Costituzione (quella vecchia attualmente in vigore Ú ancora targata Pinochet) prendeva forma, recependo alcune delle istanze maturate dax manifestanti e dalle assemblee autonome, fino ad arrivare al referendum del 04 settembre 2022, il quale doveva convalidare questa nuova storica Costituzione costruita insieme a tantx cittadinx.

Quel giorno ha però probabilmente vinto la paura, la conservazione: il “rechazo”(rifiuto), quindi il No, alla nuova proposta di bozza che dichiarava il Chile uno Stato sociale e democratico di diritto, plurinazionale, interculturale, regionale ed ecologico, introduceva nuovi diritti sociali e stabiliva che la democrazia del Paese fosse paritaria e inclusiva, riportando quindi una buona parte delle voci emerse nelle piazze e nei cabildos (le assemblee di quartiere che hanno caratterizzato i primi momenti dell’estallido).

Quella forza oggi fatica ad arrivare nuovamente alle tante persone vogliose di cambiamento, ma il patrimonio rimane una sfida per il futuro, come i movimenti studenteschi ed ecologisti del 2011 furono importanti per le sommosse successive.

Anche l'elezione del nuovo capo di Governo Boric (già attivo nelle mobilitazioni studentesche) non ha avuto a oggi la forza di esprime la discontinuità che tantx gli chiedevano, per alcunx arrivando a tradire il suo mandato.

𝘓'𝘪𝘯𝘀𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘎𝘢𝘳𝘢̀ 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘶𝘯'𝘰𝘀𝘀𝘢𝘎𝘪𝘰𝘯𝘊 𝘱𝘊𝘳 𝘢𝘷𝘊𝘳𝘊 𝘶𝘯𝘰 𝘎𝘚𝘶𝘢𝘳𝘥𝘰, 𝘰𝘭𝘵𝘳𝘊 𝘀𝘩𝘊 𝘎𝘶𝘭 𝘳𝘊𝘀𝘊𝘯𝘵𝘊 𝘱𝘢𝘎𝘎𝘢𝘵𝘰, 𝘎𝘶𝘭 𝘧𝘶𝘵𝘶𝘳𝘰 𝘊 𝘎𝘶𝘭𝘭𝘊 𝘱𝘳𝘰𝘎𝘱𝘊𝘵𝘵𝘪𝘷𝘊 𝘥𝘊𝘭 𝘊𝘪𝘭𝘊, 𝘀𝘰𝘯 𝘢𝘵𝘵𝘊𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘊 𝘢𝘯𝘀𝘩𝘊 𝘢 𝘀𝘪𝘰̀ 𝘀𝘩𝘊 𝘎𝘪 𝘮𝘶𝘰𝘷𝘊 𝘯𝘊𝘭𝘭'𝘪𝘯𝘵𝘊𝘳𝘰 𝘀𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘊𝘯𝘵𝘊 𝘭𝘢𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘮𝘊𝘳𝘪𝘀𝘢𝘯𝘰

3 years ago
Labàs
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