Vivere e pensare l’esistenza: un percorso critico tra antropologia, filosofia e letteratura
La tradizione post-struttualista francese, e anche la sua ricezione degli ultimi decenni, sembra, in molti campi, aver egemonizzato lo spazio del pensiero critico anti-capitalista, presentandosi addirittura come la critica. Le riflessioni di Foucault, Deleuze e Guattari e Derrida (solo per citare i nomi più co nosciuti) su potere, istituzioni e costruzione del sapere sono state sicuramente fondamentali. La base comune di questa costellazione stava nell’idea che la ‹realtà› sia socialmente costruita e che quindi, il lavoro critico sia quello che mira alla decostruzione di ogni struttura e istanza per mostrarne la loro relatività. Questo discorso apriva, insomma, nuovi spazi di critica nel pensiero e anche nelle pratiche anti-capitaliste, per esempio, nella visibilità di nuove soggettività (studi post- e de-coloniali, studi femministi, studi di genere). Ad oggi però, ci sembra, che una «radicalizzazione» in senso iper-relativista di quelle forme di pensiero stia portando la riflessione — e le pratiche ad essa connesse — ad un vicolo cieco in cui ogni tentativo di minima generalizzazione nelle analisi possa essere facilmente tacciato di nascondere una volontà gerarchica frutto di un privilegio (alternativamente bianco, maschile, eterosessuale o patriarcale). In questo modo, tanto in ambito accademico come nella galassia dei movimenti, questa tradizione sembra essersi cristallizzata in atteggiamenti e formule dogmatiche che invece di un’apertura implichino una chiusura degli spazi di pensabilità, critica ed azione sull’esistente riducendo tutto ad una serie di paradigmi che riducono la complessità del sociale ad una serie di binarismi. In dialogo, ma anche in opposizione a questa tendenza crediamo che sia necessaria una complementare decostruzione anche di queste idee, formule e sensibilità che non perché si mostrano contro-egemoniche, necessariamente lo sono. In un mondo in cui molte di queste istanze sembrano essere facilmente ri-assorbibili nel discorso del capitale e degli stati, è necessario domandarsi in maniera meno automatica quali siano le premesse di determinati discorsi, quali valori nascosti esistano e soprattutto quali conseguenze, anche inaspettate, possano scaturire da questi processi, al di là delle buone intenzioni. Abbiamo individuato quattro testi che possono essere l’inizio di una riflessione in questo senso: con Graeber (Frammenti di antropologia anarchica) si può pensare un diverso rapporto tra teoria e pratica e osservare come, senza rinunciare alla densità teorica, riscoprire l’importanza della concretezza; con il saggio di Renaud García (Il deserto della critica), entreremo nel vivo di molte delle questioni che ci sembrano più urgenti affrontando una rilettura del pensiero post-strutturalista, osservandone i punti ciechi (quello che García chiama «soglia critica») e pensando a quali siano le possibili vie d’uscita. Il saggio di Daniele Giglioli (Critica della vittima) approfondirà uno dei temi emersi nella riflessione di García: quali sono le conseguenze individuali e sociali dell’ipertrofia del discorso vittimistico? Con il libro di Francesco Remotti (Per un’antropologia inattuale), infine, ci ricollegheremo all’inizio del percorso riflettendo su un rapporto diverso che si può stabilire con l’alterità senza cadere nell’immobilismo.
Le riunioni dei gruppi di lettura si faranno presso il Circolo Berneri, Piazza di Porta Santo Stefano, 1 - Bologna.
Ad ogni testo saranno dedicate due giornate, così distribuite:
Il 19 e il 26 febbraio, dalle ore 18,00
con brani di Graeber, Frammenti di antropologia anarchica, Elèuthera, Milano 2006.
Il 19 e il 26 marzo, dalle ore 18,00
con brani di Renaud García, Il deserto della critica, Elèuthera, Milamo 2016.
Il 30 aprile e il 7 maggio, dalle ore 18,00
con brani di Daniele Giglioli, Critica della vittima, Nottetempo, Milano 2024.
Il 21 e il 28 maggio, dalle ore 18,00
con brani di Francesco Remotti, Per un’antropologia inattuale, Elèuthera, Milano 2014.
Tutte le giornate di letture saranno presentate e coordinate da Edoardo Balletta e Luca Salvi.
A cura della Biblioteca Elio Xerri del Circolo Anarchico Camillo Berneri.